Articolo integrale (parzialmente riportato in Aifivenetoinforma dicembre 2013)

 

cappello laureaIl mondo del lavoro per un neo-laureato è spesso un’incognita che non è stata chiarita negli anni universitari. I tirocini possono aprire una finestra sul vasto campo riabilitativo ma non permettono al giovane studente di farsi una idea esaustiva.

Chi è avvezzo dei social network avrà sicuramente notato le centinaia di domande da parte di giovani colleghi sulle diverse questioni legate al lavoro ed alla formazione post laurea. Inoltre alcuni provider cominciano ad offrire dei corsi su come iniziare e condurre uno studio di fisioterapia in libera professione.

In questo mare magno di informazioni il neo-laureato rischia di perdere la via maestra e percorrere delle strade alternative o inconcludenti.
Anche nel Veneto abbiamo di questi esempi e forse è per questo che i Corsi di Laurea di Verona e Padova si sono prodigati nel creare dei seminari ad hoc per i loro studenti laureandi. Infatti questi futuri colleghi prima di concludere il loro percorso di studio sono invitati a partecipare a questi seminari di introduzione al mondo del lavoro.
Gli argomenti sono vari proprio per coprire più settori, come il lavoro in dipendenza, la libera professione, il mondo dello sport, la formazione post-laurea ed il ruolo che le associazioni professionali svolgono per i professionisti.

AIFI, come associazione rappresentativa dei fisioterapisti ha partecipato ad entrambi gli eventi per far luce su come un’associazione possa essere utile ai colleghi durante le varie fasi della carriera di un fisioterapista: come aiuto per decidere il proprio settore di specializzazione (con i GIS), nella scelta dell’assicurazione professionale, come consulenza specialistica attraverso i vari uffici (libera professione, giuridico…), come interlocutore nel dialogo istituzionale.

L’intero direttivo AIFI Veneto non può che elogiare i Presidenti dei Corsi di Laurea per questa loro iniziativa che vuole offrire ai giovani un mezzo in più per uscire preparati ad ogni evenienza dal mondo universitario.
Per capire meglio il tutto abbiamo chiesto al presidente del Corso di Laurea di Verona, la Professoressa Cristina Scumà, di rispondere a qualche domanda relativa a questo evento e non solo…

Francesco Ballardin
Resp. Stampa & Marketing

Come sono cambiate negli anni le prospettive di lavoro per i neo-laureati? E l’Università come è cambiata per venire incontro a questi cambiamenti?

I dati sull’occupazione dei giovani neolaureati sono disponibili consultando Alma Laurea nell’ anno 2011  il 74% dei neo-dottori in Fisioterapia trovava  occupazione entro il primo anno dalla laurea con contratto ben definito prevalentemente a tempo determinato. Secondo una stima raccolta alla conferenza permanente delle professioni Sanitarie che si è svolta ad Ancona a metà settembre, nel 2012 c’è stato un ulteriore  10% di inoccupati che porta il dato Nazionale al 64% di Fisioterapisti  “diversamente occupati”, metafora che prendo in prestito dall’ ICF per segnalare un dato assolutamente ufficioso derivato dagli stessi laureati del 2012 che riferiscono di aver trovato occupazione presso case di riposo o centri privati prevalentemente con contratti a tempo determinato part time e per il restante 50%  molti hanno aperto p. iva attivando attività fisioterapiche domiciliari o presso centri privati. Da segnalare che una piccola percentuale di neo laureati ha trovato collocazione presso Ospedali di Verona e Provincia e Case di riposo con contratti per sostituzione di personale strutturato in aspettativa.

Le università in questo  decennio hanno modificato la propria struttura cambiando radicalmente diventando più omogenea a quella degli altri Paesi dell’Unione Europea e anche l’applicazione del DL 270/04 e successive integrazioni, ha portato al Piano di Studi attuale, per alcuni aspetti penalizzati alcuni corsi che hanno subito un taglio come la riabilitazione nello sport, e la psicomotricità. Per rispondere ad un mercato del lavoro sicuramente in crisi, ma anche in rapido cambiamento Il sistema universitario vigente prevede diverse tipologie di corsi, e Il Corso di Laurea in Fisioterapia ha l’obiettivo di assicurare allo studente un’adeguata padronanza di metodi e contenuti scientifici generali fino al conseguimento del titolo di dottore. Il tirocinio considerato da molti autori contemporanei altamente professionalizzante, è cambiato nel corso degli ultimi anni e la dicotomia tra il “sapere” appreso in aula e il “fare” nei Servizi convenzionati è decisamente superata è nelle esperienze di tirocinio infatti che lo studente “vede” la teoria durante la pratica clinica, e dalla pratica clinica emergono nuove conoscenze, incrementando competenze negli ambiti tipici della professione, …….. Oggi l’offerta formativa di tirocinio è ad ampio spettro ed avviene in di Servizi territoriali pubblici e privati, con  una esperienza domiciliare nel territorio, ove contemplata, inoltre a partire dal 2013 è stato possibile assicurare l’attesa esperienza di osservazione di Fisioterapisti che svolgono la loro attività di lavoro in regime libero professionale  presso uno studio privato di Fisioterapia con un elevato numero di professionisti che operano nel suo interno. Inoltre da alcuni anni, la Sede di Verona offre un tirocinio a scelta dello studente, in sedi accreditate con obiettivi relativi all’ambito della ricerca e utile ai fine della progettazione della tesi di Laurea.

Quanto sono importanti i seminari sul mondo del lavoro per gli studenti laureandi?

Da alcuni anni Corso in Fisioterapia a Verona per iniziativa dei Coordinatori di Verona (C. Scumà) e Vicenza (Dott. A. Dalla Pozza), organizza col patrocinio dei A.I.FI. Reg. Veneto un seminario sul mondo del lavoro per i laureandi; in questo evento vengono invitati a partecipare ad una tavola rotonda gli Esperti del mondo del lavoro che affronatno le seguenti tematiche:

A.I.FI: Veneto che parla del “ruolo delle Associazioni Professionali”
Un Coordinatore di Unità Operativa di Azienda Ospedaliera che parla del “Sistema Sanitario nel Veneto  e blocco assunzioni
Un rappresentante sindacale “Il ruolo delle Organizzazioni Sindacali”
Un Dirigente Master “Formazione post-Laurea: scelta sostenibile?”
Presidente del Corso di laurea Magistrale che presenta il percorso formativo della Laurea Magistrale
Un libero professionista che presenta “Libera Professione”
Un Fisioterapista esperto che parla della “Fisioterapia nelle Residenze per Anziani”
Infine “Le Cooperative sociali”

In questo senso i seminari sul mondo del lavoro avvicinano gli studenti laureandi  ai rappresentanti  principali del mondo del lavoro e a orientarsi tra le opportunità di occupazione.

AIFI cerca di instaurare con l’università una interazione costruttiva e lo si è potuto appurare con il progetto “miglior tesi”. Quale progetto si potrebbe proporre ora assieme?

Il piano didattico del CDS prevede che gli studenti scelgano in autonomia le attività denominate “ a scelta dello studente” e AIFI potrebbe diventare un interessante punto di riferimento per gli studenti promuovendo Corsi/Convegni/Workshop a cui lo studente può partecipare in totale autonomia.

Lo studente che in autonomia cerca di consolidare “saperi” e aree di interesse personale ha a disposizione le seguenti indicazioni utili per la scelta dell’evento:

CFU “A scelta dello studente” TIPOLOGIA D)   (C. Scumà)

(Ordinamento CDS MIUR; Piano Didattico 270/04; regolamento CDS 10-11 e successive integrazioni CC , II/2, verbali SdM)

Il Piano Didattico del CDL in Fisioterapia è composto di 20 esami, il 20esimo è denominato “Attività a scelta dello studente” di  6 CFU, di cui 1 è assegnato agli studenti che partecipano a 3 progress test (vedi regolamento didattico), attivati ad inizio A.A.

Lo studente nei 3 anni di Corso dovrà integrare il curriculum di Studi partecipando a Corsi/Convegni/Workshop, la cui scelta avviene in totale autonomia.

INDICAZIONI PER LA SCELTA DELL’EVENTO

L’attività per cui si richiede l’accreditamento in termini di CFU deve soddisfare i requisiti  di pertinenza  allo sviluppo delle competenze attese nel laureato in Fisioterapia quali: area ortopedica, neurologica dell’adulto e del bambino, critica, della ricerca, della comunicazione e della formazione.

Il “peso” in CFU viene determinato in base all’impegno orario e alla specificità dell’Evento – vedi tabella

TIPOLOGIA EVENTO  SPECIFICITÀ TIPOLOGIA DIDATTICA IMPEGNO ORARIO CFU
PERTINENTE AGLI OBIETTIVI DI ANNO DI CORSO Elevata:  vengono trattati temi caratterizzanti le aree di tirocinio di anno.Media: vengono trattati temi peculiari e originaliBassa: giornata informativa Corsi: eventi  che prevedano almeno il 40% di discussione/ Lavori a piccoli gruppi  o Workshop  rispetto agli interventi frontali >   24 ore  2 CFU
=/> 12 1 o 1,5 CFU
Convegni: eventi con prevalenza di lezioni frontali < ore 12 0,50 CFU
=/< ore 6 0,25 CFU
NON PERTINENTI / / / 0 CFU

Sarà responsabilità dello Studente aggiornare il Portfolio (libretto elettronico) con i seguenti documenti:

–       Locandina/brochure o programma dell’Evento in cui sia evidente l’Ente promotore (Università, Associazioni Professionali, Aziende Ospedaliere)

–       breve report scritto sull’ esperienza

–       Certificato di partecipazione firmato dal Responsabile dell’Evento

Sarà cura dello studente al termine del 3° anno consegnare al Coordinatore del Corso la documentazione nei tempi che verranno comunicati  sul web. La documentazione verrà valutata dalla Commissione Didattica.  Il Collegio Didattico definirà successivamente la tipologia della  verbalizzazione il voto potrà essere espresso con valore numerico (30/30), in questo caso la qualità dei report sarà l’elemento premiante, se la Scuola di Medicina esprimerà un parere diverso, la verbalizzazione potrebbe essere conclusa con “approvato”.

Un fisioterapista già laureato come si può riavvicinare al mondo universitario? Non è mai troppo tardi per un master post-laurea o una laurea magistrale?

Direi che non è mai troppo tardi per accedere a corsi universitari e master; il corso di laurea magistrale, cui si può accedere dopo aver conseguito la laurea triennale, è di durata biennale. Ha l’obiettivo di fornire allo studente un livello di competenze avanzate per l’esercizio di attività ad elevata qualificazione in ambiti specifici; al termine del percorso si consegue il titolo di dottore magistrale. l’accesso ai corsi di laurea è a numero chiuso: per iscriversi è dunque necessario superare con esito positivo un esame di ammissione.

Quello che preme sottolineare  è che i laureati magistrali nella classe SNT MAG/2 (Corso di Laurea Magistrale in Scienze Riabilitative delle Professioni Sanitarie) possiedono una formazione culturale e professionale avanzata per intervenire con elevate competenze utili per applicare e contestualizzare i modelli concettuali e metodologici nelle quattro aree di competenza del laureato magistrale: management e organizzazioni, della formazione, della ricerca e della disciplina. I laureati magistrali che hanno acquisito le necessarie conoscenze scientifiche, i valori etici e le competenze gestionali pertinenti alle professioni nell’ambito riabilitativo e hanno ulteriormente approfondito lo studio della disciplina e della ricerca specifica, alla fine del percorso formativo sono in grado di esprimere competenze avanzate di seguito elencate.

Assicurare l’organizzazione dell’assistenza di base delle aree riabilitative, tecnico sanitaria, di prevenzione collettiva, in considerazione della mission e della vision fornita dall’Ente di appartenenza garantendo il rispetto delle norme di buona pratica professionale.
Esercitare la leadership creando un clima favorevole al cambiamento, coinvolgendo le persone interessate, garantendo lo sviluppo e la valorizzazione del personale di riabilitazione.
Monitorare il lavoro e individuare i necessari cambiamenti organizzativi, proporre progetti di miglioramento utilizzando modelli innovativi, monitorarne il processo e  individuare un sistema premiante.
Identificare il fabbisogno di risorse, tenendo conto degli obiettivi, della complessità delle aree riabilitative, dei carichi di lavoro e valutare l’andamento delle presenze del personale a supporto dell’organizzazione.
Coordinare organizzazioni semplici e complesse e supervisionare la contabilità delle prestazioni erogate in una logica di economia aziendale utilizzando per la pianificazione strumenti e misure oggettive.
Gestire gruppi di lavoro e applicare strategie appropriate per favorire i processi di integrazione organizzativa interprofessionale.
Collaborare alla definizione dei processi di verifica e di revisione della qualità e individuare i fattori di rischio ambientale, valutarne gli effetti sulla salute e predisporre interventi di tutela negli ambienti di lavoro.
Collaborare alla definizione del piano formativo Aziendale in relazione al fabbisogno formativo del personale e alle caratteristiche degli utenti; contribuire alla definizione degli obiettivi di budget per le aree della riabilitazione.
Progettare e gestire percorsi di inserimento di nuovo personale con l’Unità Operativa a cui è destinato il neo-assunto.
Supervisionare l’esito della valutazione formativa e certificativa del personale e determinare il livello di soddisfazione.
Garantire l’utilizzo della tecnologia utilizzando metodi e strumenti della ricerca nelle aree clinico-riabilitative, nell’organizzazione e nella formazione.
Verificare l’applicazione dei risultati delle attività di ricerca della comunità Scientifica della disciplina di appartenenza per il miglioramento continuo delle attività in ambito riabilitativo.
Sostenere e promuovere un sistema di mentorship/tutorship per valorizzare la competenza dei professionisti esperti rivolti a personale neo-assunto/ studenti tirocinanti e infondere una cultura formativa.
Coordinare la progettazione, la programmazione, la gestione e la valutazione delle attività didattiche della formazione di base.
Promuovere e partecipare direttamente alla progettazione e gestione di attività didattiche nell’ambito della formazione permanente e post base.
Promuovere e sostenere lo sviluppo della disciplina di appartenenza attraverso l’insegnamento, la ricerca quantitativa e qualitativa e il tutorato.

Per quanto riguarda l’acquisizione del titolo finale (laurea o laurea magistrale), è da sottolineare che questo può essere abilitante ma solo per alcuni ambiti professionali: è il caso, per esempio, della laurea a ciclo unico in Scienze della formazione primaria, che abilita direttamente il dottore magistrale a insegnare nella scuola dell’infanzia o nella scuola primaria, oppure della laurea in Educazione professionale, che abilita a svolgere la professione di educatore professionale. In molti altri casi, invece, come nel nostro, la laurea magistrale non necessita di alcun esame abilitante in quanto l’abilitazione all’esercizio della professione viene acquisita con la laurea triennale.

L’offerta didattica universitaria contempla altri percorsi rivolti a coloro che hanno già conseguito il titolo di dottore o di dottore magistrale.

•          un master di primo livello: il master è un corso di studio, normalmente di durata annuale, che le università possono attivare in collaborazione con altri atenei italiani o stranieri e con enti pubblici e privati. Consente allo studente di approfondire le nozioni apprese durante il precedente percorso universitario, mettendo l’accento sull’aspetto professionalizzante delle discipline impartite;

•          un corso di perfezionamento: si tratta di un corso di approfondimento disciplinare rivolto a chi già opera nel mondo del lavoro; ha durata variabile e prevede un attestato finale

Il dottore magistrale può accedere a:

•          un master di secondo livello;

•          un corso di perfezionamento;

•          una scuola di specializzazione: ossia un percorso di durata minima pari a due anni, che fornisce al dottore magistrale conoscenze e abilità per l’esercizio di particolari attività professionali. Previo superamento dell’esame finale, la frequenza di un corso di specializzazione consente di ottenere il titolo di “specialista” abilitante per esercitare una specifica professione;

•          il dottorato di ricerca: cioè un percorso mirato a fornire una preparazione avanzata nell’ambito della ricerca scientifica in uno specifico settore e a sviluppare l’autonomia scientifica indispensabile per cimentarsi nell’attività professionale di ricerca, sia nelle strutture universitarie che in altri istituti di ricerca pubblici o privati. Per accedere al dottorato è necessario partecipare ai concorsi che sono banditi da ciascun Ateneo. La durata media è di quattro anni. Il Fisioterapista che intende accedere ad un dottorato, si appoggia a dottorati di altre discipline (della formazione o delle neuroscienze), purtroppo in Italia non sono stati attività dottorati in Fisioterapia.

Vi sono ancora altri percorsi universitari ai quali è possibile accedere dopo aver conseguito il diploma di istruzione secondaria di secondo grado:

•          corsi di aggiornamento professionale: rivolti a coloro che nutrono particolari esigenze di aggiornamento in virtù della professione svolta;

•          corsi di alta formazione: rivolti a chi ha necessità di un particolare approfondimento professionale, colmabile solo dal patrimonio conoscitivo e scientifico messo a disposizione dall’università.

Cristina Scumà
Coord. CdL Uni Vr

 

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