AIFI VENETO A TUTELA DEI PROFESSIONISTI  E DELLA SALUTE DEI CITTADINI

AIFI Veneto esprime forte dissenso rispetto al contenuto dell’emendamento n. 283 bis (ora 537-542), inserito nella legge di bilancio 2019!

Mentre tutti i professionisti sanitari, in seguito all’istituzione dell’ordine in base alla legge n. 3/18, si stanno iscrivendo all’ordine dei TSRM PSTPR (Tecnici Sanitari di Radiologia Medica e delle Professioni Sanitarie, Tecniche della Prevenzione e della Riabilitazione) il governo, attraverso la legge di bilancio 2019, istituisce un “elenco speciale” per tutti coloro che, pur non avendo un titolo equipollente o equivalente per poter essere iscritti all’ordine, abbiano svolto negli ultimi dieci anni un periodo di lavoro di 36 mesi, anche non consecutivi, sia nel settore pubblico che privato.

 

Per fare chiarezza, si ricorda che la Legge n. 42/99, in merito ai pregressi titoli abilitanti, dava precise indicazioni sia per un riconoscimento immediato, tramite l’equipollenza per ogni professione (che venne subito stabilita con il DM 27 luglio 2000) che per la procedura dell’equivalenza, attraverso l’istituzione di percorsi regionali di riqualificazione dei titoli esistenti.

All’epoca però non venne abrogata la legge n. 403/71, che demandava alle Regioni la possibilità di istituire percorsi formativi in questo settore, lasciando attivi legalmente due percorsi di formazione: quello universitario e quello regionale, che formavano professionisti ”simili”, sebbene con profili professionali diversi.

Nell’emendamento alla legge di bilancio 2019 in  questione, è contenuta l’abrogazione dell’art. 1 delle legge n. 403/71; questo, secondo il Ministro Grillo, porrebbe fine alla confusione mentre in realtà la si perpetua, dando la possibilità a chiunque, che in qualche maniera certifichi di aver svolto l’attività di professionista sanitario per 36 mesi, anche in assenza di titoli, di continuare a farlo!

Per fare  un altro esempio dell’assoluta incongruenza dell’ emendamento che si contesta, si segnala che, per quanto riguarda la figura del fisioterapista, il 5 aprile 2018 il Ministero della Salute ha emanato una nota secondo la quale sono ritenuti validi unicamente i titoli rilasciati dalle scuole per i massofisioterapisti, ottenuti  entro e non oltre il 17 marzo 1999.

AIFI Veneto, come già ribadito in questi giorni in  varie interviste e nei post pubblicati sui social media, sia dal Presidente Nazionale AIFI che dal CONAPS, insiste  nel “chiedere che ci sia un impegno, da parte del governo, a modificare l’emendamento n. 283 bis alla legge di bilancio 2019 con il prossimo provvedimento legislativo utile che sarà sottoposto al Parlamento, ad esempio il  decreto ‘mille proroghe’” e chiede fortemente  che ci sia un coinvolgimento di AIFI “in qualità di interlocutore istituzionale, per la sua qualità di Associazione Maggiormente Rappresentativa e componente dell’ordine TSRM”, nell’affrontare l’eventuale apertura di un” percorso di equivalenza, per garantire il posto di

lavoro a quelle persone che ne hanno i requisiti (per es. titoli conseguiti pre ‘99) e che per vari motivi non hanno avuto accesso ai percorsi pregressi o a quanti hanno superato un  concorso pubblico in virtù di titoli che, al momento del concorso, erano ritenuti validi per l’accesso alla professione”.

AIFI Veneto in qualità di Associazione rappresentativa di professionisti esprime con forza il proprio dissenso rispetto all’emendamento “n. 283 bis alla legge di bilancio 2019” in quanto tradisce la chiarezza voluta con il percorso che ha portato all’istituzione  dell’Ordine nonché la presenza di norme già esistenti e elaborate d’intesa con il Ministero della Salute; in qualità di associazione che ha a cuore la salute dei cittadini, esprime il totale disaccordo di fronte ad una situazione paradossale, che mette a rischio la tutela della salute di tutti.

 

Il direttivo regionale A.I.FI. Veneto