COME COSTRUIRE UN RAPPORTO TRA FISIOTERAPISTA E ORTOPEDICO? 


Aifi Veneto e SICSeG insieme anche nel 2019

Sono tre anni che con il Dott. Di Fabio e Società Italiana di Chirurgia della Spalla e del Gomito collaboriamo e costruiamo un evento che sia luogo di incontro. L’obiettivo è quello di offrire un terreno fertile dove possano fiorire il dialogo tra professionisti, nello specifico tra ortopedia e fisioterapia, nell’ottica di una crescita reciproca. Nel 2015 alla prima chiacchierata informale per preparare il primo evento mi sono chiesto se questa collaborazione di AIFI con SICSeG rischiasse di essere un fuoco di paglia ma in cuor mio sapevo che i colleghi fisioterapisti (soci e non soci) che avrebbero partecipato all’evento avrebbero saputo far capire al nostro partner dell’evento che come categoria abbiamo bisogno e voglia di questo confronto.Questo messaggio è arrivato forte e chiaro a SICSeG già, al punto da spingere a proseguire nella collaborazione. Abbiamo saputo raccontare come sia possibile mettere in clinica le nostre competenze nella gestione del paziente sia nel trattamento conservativo che in quello pre e post chirurgico. A quell’evento di belluno presto andato “sold out” nel 2016 ha fatto seguito quello di treviso nel 2017 anche quello con una risposta di partecipazione oltre il limite consentito. Quello che mi ha stupito in questi eventi è stato il dialogo aperto su come la fisioterapia si sia trasformata e ora sappia dare un contributo moderno e orientato alle evidenze scientifiche. Il sentire comune dei fisioterapisti che si trovano a lavorare in vari contesti, all’interno degli ospedali o sul territorio in libera professione è univoco: quando si apre il dialogo con il chirurgo ortopedico scaturiscono sempre vantaggi e facilitazioni nella di gestione del paziente. Nelle interessanti conversazioni in preparazione agli eventi fatti ho avuto modo anche di sentire l’opinione degli ortopedici su questo tema. Ho scelto quindi di condividere in questa intervista il pensiero del Dott. Pannone, Ortopedico e Fisiatra, da sempre abituato al confronto diretto con il fisioterapisti. Ho scelto di fare due domande precise rispetto alla comunicazione e relazione tra fisioterapista e medico perchè possano essere uno stimolo di riflessione per tutti.

Quali vantaggi ha un ortopedico dalla collaborazione e nell’apertura al confronto con il fisioterapista?

“Ritengo che il vantaggio maggiore per l’ortopedico sia che tramite il fisioterapista può avere una continuità di monitoraggio sull’evoluzione del quadro clinico del paziente che altrimenti non sarebbe possibile. Come professionisti avete la possibilità di vedere frequentemente il paziente e individuare precocemente segnali di difficoltà nel percorso riabilitativo, rinviando tempestivamente il paziente all’ortopedico o chiedendo un confronto. Un altro vantaggio si evidenzia nella gestione del paziente in accesso diretto al fisioterapista. Nel caso sia attivo un canale comunicativo con uno o più ortopedici, si può avere maggiore facilità di accesso a una consulenza nel caso il fisioterapista individuasse delle indicazioni in tal senso. La complementarietà delle due figure nell’approccio al problema del paziente (conservativa VS chirurgica) rappresenta un’enorme risorsa. Se si sposa questo confronto in maniera intelligente ciò va a vantaggio certo per il paziente che può a quel punto contare sul parere di due professionisti. Inoltre nella mia esperienza offrire un parere condiviso porta anche ad una maggiore aderenza al piano terapeutico da parte del paziente”.

 

Quali consigli ti senti di dare ai colleghi fisioterapisti che volessero instaurare collaborazioni con un ortopedico? “Il primo consiglio è quello di essere sempre attenti nella gestione del paziente e nel caso di dubbi non esitare a prendere contatto con l’ortopedico da cui il paziente proviene. Non mi sento di garantire per tutta la categoria, ma ritengo poco probabile che tra professionisti sanitari ci si sottragga al confronto su un caso clinico condiviso; prestando attenzione nel dialogo sia alla forma oltre che al contenuto si potranno raggiungere proficue relazioni. Infine per me è fondamentale successivamente ai primi contatti, dare continuità al flusso delle comunicazione sul proseguo del percorso riabilitativo sia postchirurgico che conservativo, questo atteggiamento consoliderà certamente la collaborazione”.

Viste le premesse di successo degli eventi già realizzati e queste interessanti riflessioni non ci resta che invitarvi all’evento del 26 gennaio a Treviso.

Marco Segat, Responsabile Ufficio formazione AIFI Veneto
Antonello Pannone, Ortopedico e Fisiatra

 

GLI INSUCCESSI CHIRURGICI E FISIOTERAPICI NEL TRATTAMENTO DELL’INSTABILITÀ DI SPALLA


È online il programma definitivo dell’eventi che si terrà sabato 26 gennaio a Treviso in collaborazione con Società Italiana di Chirurgia della Spalla e del Gomito.

Sulla spinta del sold-out dell’evento dell’anno scorso ritorneremo a parlare degli insuccessi nella gestione chirurgica e fisioterapica nei disturbi alla spalla focalizzandosi sulle problematiche di instabilità. Con il contributo di ortopedici specialisti in questo distretto scopriremo indicazioni e controindicazioni dell’approccio chirurgico. Con i relatori fisioterapisti affronteremo invece la gestione conservativa e post-chirurgica con trattamento di un paziente dal vivo. Ampio spazio verrà dato alle domande del pubblico e alla discussione di casi clinici.

Sono già aperte le iscrizioni e ricordiamo che i posti sono limitati e l’evento è aperto anche ai non soci Aifi.

Sede: Quinto di Treviso (TV)

Data: 26 gennaio 2016

Per info programma e iscrizioni accedi al sito del Provider: ACCEDI